L'albero della vita di Gustav Klimt
Attività dell’Azienda Ospedale di Circolo - Varese
Un po’ di storia...
Il 12 settembre 1973 Christian Barnard, cardiochirurgo del "Groothe Schuur" di Città del Capo, partecipava ad un congresso della Società dei Trapianti tenutosi a Villa Ponti a Varese.
Il Prof. Barnard il 3 dicembre 1967 a Città del Capo (Sud Africa) eseguì il primo trapianto di cuore ed aprì così un nuovo capitolo della trapiantologia, che in breve coinvolse numerosi scienziati di tutto il mondo.

Da allora molto è cambiato: grazie a nuove tecniche chirurgiche e a farmaci immunosoppressivi più evoluti si è potuto dare una svolta alla strada aperta da Christian Barnard negli anni 60. Il trapianto è ormai una terapia consolidata in grado di migliorare numerose insufficienze d'organo e, spesso, rappresenta una terapia salvavita. Gli organi da trapiantare provengono da donatori in morte cerebrale, cioè soggetti deceduti nei quali moderne tecniche rianimatorie permettono di mantenere una adeguata ossigenazione degli organi.

Già dal novembre 1975 nell'Azienda di Varese si effettuano prelievi di organi e tessuti. Rene e cornee dal 1986, poi il prelievo multiorgano. Dall'Ottobre 1996 nella nostra Azienda si eseguono i trapianti di rene.



La storia dei trapianti d'organo in realtà inizia nel 1902, quando Alexis Carrel mise a punto la tecnica per congiungere due vasi sanguigni. Per mezzo di questa tecnica furono eseguiti i primi trapianti di cuore e di rene su animali. Il primo ostacolo da affrontare fu il rigetto: l'organismo ospite non accettava i tessuti e gli organi estranei.

Negli anni '40 gli esperimenti del Dottor Peter Medawar, che eseguì innesti cutanei, dimostrarono che l'incompatibilità era di origine genetica. I suoi studi per la prima volta suggerirono l'importanza della compatibilità tissutale tra donatore - ricevente (istocompatibilità).

Tali studi aprirono la strada al primo trapianto di rene fra gemelli identici portato a termine con successo da Murray e Merrill nel 1954. Il ricevente era stato pretrattato con irradiazione totale (TBI) ed il trapianto per la prima volta sopravvisse più a lungo di quanto osservato in modelli sperimentali in animali.

Successivamente si procedette a sperimentare trapianti da donatore cadavere con interessanti risultati tanto che a metà degli anni '60 in tutto il mondo erano presenti molti centri di trapianto renale. Da allora questi interventi furono effettuati in numero sempre maggiore e con sempre migliori risultati, fino a diventare operazioni di routine. Il risultato ottenuto stimolò numerosi ricercatori ad attraversare questa nuova frontiera della medicina, e se da una lato si ottennero sempre più incoraggianti risultati, dall'altro si comprese il ruolo importante che rivestiva la relazione immunologica tra il donatore ed il ricevente: nacque così la branca dell'immunologia dei trapianti e le terapie immunosoppressive, cioè l'uso di farmaci che evitano il rigetto dell'organo trapiantato.

Il trapianto nacque in Italia verso la fine degli anni 60 ad opera di tre scuole chirurgiche: Stefanini a Roma, Malan a Milano, Confortini a Verona che a quell'epoca effettuarono i primi trapianti di rene da cadavere. I professori Malan, Confortini e Sirchia diedero vita nel 1974 ad un programma collaborativo tra Lombardia e Veneto e fu formalizzata, nel 1976, un'associazione di operatori del prelievo e del trapianto che prese il nome di Nord Italia Transplant (NITp), che recentemente ha festeggiato il trentennale.

In Italia il primo trapianto di rene fu eseguito a Roma nel 1966 dal Prof. Paride Stefanini e dai suoi aiuti Prof. Raffaello Cortesini e Prof. Carlo Umberto Casciani. In quella occasione, un rene prelevato da una signora abruzzese venne impiantato in una ragazza romana di diciassette anni. I tre chirurghi sono stati effettivamente "pionieri" nella storia della medicina italiana: va ricordato infatti che quello del '66 era il terzo trapianto effettuato in Europa. Carlo Umberto Casciani, ricorda ancora con emozione il viaggio avventuroso che condussero lui e i suoi due colleghi dall'Abruzzo a Roma nel tempo record di due ore e un quarto.

Per quanto riguarda il trapianto di fegato, il primo ad eseguire l'operazione fu il Prof. Starzl a Pittsburg (USA) nel 1968; in l'Italia si dovettero aspettare ben quindici anni perché si eseguisse il primo trapianto, che fu eseguito a Roma nel 1983 dal Prof. Raffaello Cortesini, e solo nell'ottobre del 1985, in Italia fu eseguito il primo trapianto di cuore a Padova. Viganò a Pavia trapianta il primo cuore artificiale nel 1987 ed esegue il primo trapianto combinato cuore-polmone nel 91. Nel dicembre 1985 viene effettuato il primo trapianto di cuore pediatrico a Roma dal Prof. Benedetto Marino.

Il Prof. Fritz Derom (Belgio) nel 1968 eseguì il primo trapianto di polmone singolo, ma solo dopo l'introduzione nell'uso clinico della ciclosporina come farmaco immunosoppressivo i risultati ottenuti divennero soddisfacenti, a tal punto che questo tipo di trapianto ebbe un importante sviluppo. Il primo trapianto di polmone in Italia, invece, fu eseguito a Roma nel 1990 al Policlinico Umberto I dal Prof. Costante Ricci.

La legge in vigore dà a tutti noi la possibilità di esprimere la propria volontà in merito alla donazione di organi dopo la morte: questa può essere notificata alla propria A.S.L. o può essere segnalata ai propri familiari, che vengono sempre interpellati quali testimoni della volontà del congiunto deceduto.

Per saperne di più:
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